lunedì 27 maggio 2013

A Marco

Nelle storiche piazze e nelle rinascimentali vie di
Firenze, un Marco Lombardo ancora imberbe divideva con
me quella passione per l’arte che ci diede uno stesso
punto di partenza ma destinazioni lontane per luoghi e
argomenti. Di quest’artista tenterò di fare un
ritratto. L’infanzia in terra straniera lo avvicinò
alla bottega di Colangelo, scultore che riunì attorno
alla sua carismatica figura artisti di provenienze
diverse, fra i quali il calabrese Lombardo si distinse
per volontà e originalità ma soprattutto per essersi
prima degli altri guardato attorno, capendo che la
strada maestra delle Belle Arti non era l’unica
percorribile. Proprio a Firenze la vocazione, qui
circondato di umanesimo anelò a nuovi linguaggi che
diventarono figli delle sue conoscenze filosofiche. Di
temperamento immaginativo, ricco di quella fantasia
che alcuni pensatori contemporanei non hanno esitato a
definire Barocca, Marco Lombardo si muove con
disinvoltura nella modernità. Infine il ritorno in
Calabria, nella stessa terra che diede i Natali a
Mattia Preti, artista amato dal Lombardo con il quale
divide un destino itinerante.

Paone 2004

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